ALTA VIA STAGE RACE

Aggiornato il: giu 22

9 giorni, +di 550 km e + di 20 000 metri di dislivello in 8 tappe + un prologo.

Una sfida, da affrontare in navigazione, in sella ad una MTB, e in formula Hero con le notti da passare in tenda.

La gara è partita circa da La Spezia ed è arrivata sopra Dolceacqua, dopo 9 giorni massacranti.

Tanti mi hanno domandato il motivo per cui abbia partecipato ad una gara del genere, è la riposta penso sia perchè volevo fare un'esperienza che mi spingesse al limite del mio corpo sul mezzo che amo di più in assoluto.




Nonostante non avessi l'allenamento adatto per fare una corsa del genere ho deciso di provare a sfidarmi da solo, e sono contento di come ho reagito a questa avventura.


I concorrenti in larga parte erano stranieri da più parti del globo, Russia, Polonia, Croazia, Belgio, Olanda, Francia ecc..



La gara non è partita benissimo infatti Il primo giorno dopo il prologo (che avevo chiuso dignitosamente in 11 esima pos) è stato veramente tosto perchè è esploso il caldo e la tappa era davvero durissima, l' ho chiusa tra crampi allo stomaco e conati di vomito, lasciandomi poche speranze per i giorni a venire.

Ero davvero massacrato e dubbioso sulle tappe che ancora ci aspettavano mai avrei pensato di poterla chiudere, ma era comunque quello che volevo.




Per ripassare tutta la gara in uno scritto ci andrebbe una roba tipo la bibbia, e i ricordi che ho non sono pienamente lucidi e faccio abbastanza confusione mischiando le varie giornate una con l'altra. Le cose che mi rimarranno per sempre di un' esperienza del genere sono molte, tra queste una che mi ha stupito positivamente è come il nostro corpo si possa adattare così velocemente a situazioni di stress molto elevate che prima ci sembravano impossibili da reggere o da contrastare.


Ho imparato a gestire una corsa a tappe giorno per giorno, infatti andando avanti nella settimana i distacchi dai primi si "accorciavano" (rimangono comunque dei missili rispetto a me), la navigazione col gps e il nutrirsi nei modi e tempi corretti hanno un ruolo chiave in un' evento del genere.


Ho scoperto che fare ski alp d'inverno mi aiutava un casino nei tratti di portage (che non sono pochi) facendomi recuperare sui concorrenti che giravano sulle mie posizioni (12\15 esimo).

In discesa per fortuna potevo recuperare molto in termini fisici, riposandomi ovunque potessi guidare più rilassato e anche rientrare su altri che in salita andavano più di me.


La testa è comunque stata la parte principale perchè gestisce tutto e ho dovuto sforzarmi ad ingannare me stesso, la fatica, e a ragionare per stare calmo e continuare a spingere in modo da avanzare sempre di più verso la meta giornaliera.

Man mano che la testa cresceva cresceva la condizione e la possibilità di essere sotto sforzo per molto più tempo..

Psicologicamente è stata interessantissima come esperienza.




Altri due aspetti positivi sono quelli di aver conosciuto nuovi amici come Gaia Ravaioli, Alessandro Bonarotti, Laurent, con cui ho condiviso delle belle giornate e i cui consigli sono stati vitali per arrivare sino al fondo (quasi), e quello di aver avuto la conferma che i materiali che ho scelto mi hanno consentito di fare 8 giorni di gara senza noie meccaniche o crisi dovute a integrazioni errate.


i materiali che ho scelto per l' alta via sono stati :


Cannondale Scalpel 2021 Custom che monta : forcella cannondale lefty ocho, ammo fox, ruote Damil Components carbon, trasmissione shimano xtr 12 v, freni magura mt8 gomme Pirelli e reggisella telescopico cannondale i pezzi principali..


Per integrare la mia alimentazione invece ho usato prodotti ethic sport ( super dextrin e sete ) e cliff bar (barrette e blocks) !!!


Per l' abbigliamento ho usato vestiti personalizzati BikeBusters-Cannondale scarpe fizik, casco kask,occhiali eyerise e zaino Camelback!!


Direi un banco prova veramente stressante da cui ogni singolo materiale ne è uscito a testa alta.




Riassumendo un'esperienza personale ottima, bellissima che probabilmente mi ha fatto capire alcune cose di me stesso, e che ne ha migliorate altre e che forse mi ha fatto riscoprire perchè nei miei primi 19 anni di vita ho praticato discipline di endurance.


La consiglierei come gara? come esperienza autodidattica si, invece come gara nuda e cruda spogliata di tutti gli aspetti psicologici e personali assolutamente NO.

Il motivo è uno solo e non voglio essere offensivo ma costruttivo nell'affrontare il tasto SUPERDOLENTE della manifestazione ovvero l' ORGANIZZAZIONE e la gestione della stessa.

Purtroppo nella maggior parte dei concorrenti il sentimento verso la gestione era condiviso ed è un peccato.


Partendo dal presupposto che organizzare un evento del genere penso sia difficilissimo e super impegnativo e che noi non saremmo mai in grado, ribadisco di voler comunque dare un contributo in termini di critica costruttiva e non demolitiva.


La gara nasce per promuovere il territorio ligure e ne fa trasparire ai partecipanti una terra molto inospitale, le strutture ricettive in cui siamo stati sono gestite da persone la cui attitudine a ricevere turisti è quanto meno pittoresca, in luoghi ok dell' entroterra ma forse anche troppo ricercati che come attrattiva turistica possono vantare un muro a secco o una fontana.. fa trasparire una liguria priva di sentieri ciclabili puliti e manutenuti e invece colma di adattamenti di pedonabili e strade bianche in cui il portage diventa obbligato in molti tratti (a finale siamo riusciti a fare tratti asfaltati a scendere).... fa trasparire l' impreparazione organizzativa nel coordinare realtà locali che ben sarebbero felici di promuovere il loro parco percorsi in modo da creare un possibile ritorno di turisti... fa trasparire la scarsissima conoscenza dell' organizzazione di come ci si alimenta prima e durante una gara (il dopo si è salvato ben o male) e ci si ritrova ad avere al ristoro (non semprissimo) al posto che frutta o beni necessari focacce, focacce farcite e sotto i 40 gradi di Finale una brioche tipo buondì confezionata, un piacere quando stai crepando di fatica e sete...o la pizza avanzata della sera prima per di più fredda a colazione che renderebbe super fiera great thunberg per il riciclo...fa trasparire che l' organizzazione NON ha tracciato i percorsi personalmente e non sa manco dove si passa fornendo tracce altimetriche sbagliate ogni giorno, correndo a vista e a navigazione non è un dettaglio da poco, per esempio si può decidere di saltare un ristoro perchè si è convinti che manchi poco e di conseguenza non riempire la borraccia per poi vedersi di fronte una salita non prevista.. le tappe erano tra i 60 e i 90 km quindi i viveri di autosussistenza con cui si partiva al mattino non erano quasi mai sufficienti...ecc ecc.. Diciamo che ognuno ha le proprie competenze e bisognerebbe riconoscere fin dove arrivano e in caso interpellare altre figure più competenti nei campi in cui si è carenti..




In conclusione parteciperei ad altre gare di questo genere, anche nuovamente a questa con accorgimenti molto importanti sul tracciato, e dimenticavo di dire che il supporto di coloro che mi sono stati vicini è stato vitale per andare avanti.


Alla prossima?!?

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